Infertilità, subfertilità, abortività della coppia

INFERTILITA'

INFERTILITA'

Una coppia che dopo due anni di rapporti regolari non protetti non riesce ad avere figli è considerata infertile.

Complessivamente, l’infertilità riguarda circa il 15% delle coppie.

Le cause dell’infertilità sono numerose e di diversa natura. Per alcune di esse si può intervenire con diagnosi tempestive, cure farmacologiche e terapie adeguate, per altre è necessario ricorrere alla procreazione medicalmente assistita.

 

 

Le più frequenti cause di sterilità comprendono:

  • Malformazioni congenite anatomiche o funzionali dell’apparato riproduttore
  • Deficit ormonali
  • Infezioni batteriche e virali del tratto uro-genitale
  • Patologie autoimmunitarie
  • Alterazioni genetiche

In questi ultimi anni gli specialisti del settore ritengono che ad incidere sensibilmente sul potenziale riproduttivo di una coppia ci possano essere anche fattori psico-sociali complessi come lo stile di vita, l’uso di droghe, le condizioni lavorative, l’inquinamento o la ricerca del primo figlio in età tardiva.

Occorre infatti ricordare che donne italiane fanno figli più tardi rispetto a quasi tutte le altre donne europee ( in genere non prima dei 30 anni ): il periodo più fertile per una donna è compreso tra i 20 e 25 anni, mentre si riduce considerevolmente tra i 35 e 40 anni, con una probabilità di concepire che si attesta attorno al 20%.

Cause genetiche dell’infertilità di coppia 

Nonostante l’alta prevalenza dell’infertilità, la ricerca scientifica si è focalizzata solo di recente sui fattori genetici che possono causare l’infertilità sia maschile che femminile.E’ ormai dimostrato che in circa il 15% degli uomini e nel 10% delle donne infertili sono presenti alterazioni genetiche, che comprendono sia alterazioni cromosomiche che mutazioni a carico di singoli geni. Le tecniche di riproduzione assistita rendono possibile che alterazioni genetiche possano essere trasmesse ai figli e tale rischio in alcuni casi può essere elevato. Il rischio è che tali difetti genetici persistano o aumentino nelle generazioni future. L’identificazione di fattori genetici in una coppia infertile è pertanto obbligatoria sia per una diagnosi accurata sia a fini prognostici.


SCHEDE INFORMATIVE:


ABORTIVITA'


L’aborto, la più comune complicanza della gravidanza, si definisce come l’interruzione spontanea della gravidanza entro le 24 settimane di gestazione. Sebbene il 15% delle gravidanze clinicamente riconosciute esiti in aborto, si ha motivo di ritenere che il 50% del numero totale delle gravidanze, comprese quelle non riconosciute clinicamente, evolva in aborto.

Si distinguono tre tipi di aborto: occasionale, ripetuto e ricorrente. Si parla di aborto ripetuto quando, nella storia ostetrica di una donna, si verificano due episodi consecutivi di aborto entro la 20esima settimana di gravidanza. Questa condizione si riscontra in circa l’1% delle coppie in età fertile. L’aborto ricorrente è, invece, definito come la presenza di tre o più episodi consecutivi di aborto spontaneo. Attualmente, si parla genericamente di poliabortività e si attua uno screening in tal senso a partire dal secondo episodio consecutivo di aborto.

Cause di aborto ricorrente :

  • anomalie cromosomiche
  • anomalie della cavità uterina                                 
  • trombofilie
  • malattie autoimmuni
  • endocrinopatie

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